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Zone Franche in Italia - Problema Sardegna -

La Sardegna è attraversata dalla peggior crisi del dopo guerra poichè, insieme al degrado socio economico, manca un modelo di sviluppo alternativo al disastro, che è sotto gli occhi di tutti, e che rende improbabile un possibile futuro. Difronte a ciò, tutti i politici sardi, (parlamentari e regionali), ed in particolare i rappresentanti delle giunte regionali che si sono succedute negli ultimi 14 anni continuano sfacciatamente a denunciare situazioni che loro stessi hanno contribuito a creare non solo, quindi, senza proporre soluzioni ma omettendo e dimenticando gli strumenti che possono essere utili per un possibile processo di sviluppo. La Sardegna, oltre a perdere le tre zone franche urbane riconosciute dal CIPE con la conseguente perdita dei finanziamenti e le agevolazioni fiscali e previdenziali tanto attese dalle imprese, corre il serio rischio di perdere sopratutto le zone franche fiscali, così come stabilisce il decreto legislativo del 10 marzo 1998 n°75 "norme di attuazione dello statuto speciale della regione sardegna concernenti l'istituzione di zone franche, pubblicato nella gazzetta ufficiale n°81 del 07 aprile 1998". La regione, pertanto, deve procedere rapidamente alla delimitazione delle zone franche ed alla determinazione di ogni altra disposizione necessaria per la loro operatività nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Portotorres, Portovesme ed Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate e collegabili. Se la regione non farà questo entro il 24 del mese di giugno 2013, data in cui entrerà in vigore il nuovo codice doganale comunitario, perderà, un ulteriore grande opportunità di possibile sviluppo. Ritengo che le zone franche contengano in sè elementi per un nuovo modello produttivo e possano rappresentare uno strumento utile per attrarre capitali e risorse, per creare possibili nuovi insediamenti produttivi e passano, altresì, rappresentare una risposta anche alla disoccupazione grazie ad un sistema tributario favorevole. Il coordinamento regionale dei movimenti cinque stelle, chiede alla giunta regionale ed al suo presidente di procedere immediatamente alla perimetrazione delle aree portuali ed alla stesura delle norme che regolano le zone franche. In tal senso, il coordinamento si impegnerà a promuovere tutta una serie di iniziative per la mobilitazione delle popolazioni delle aree interessate coinvolgendo le stesse amministrazioni locali territoriali

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