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Esenzione della tassa rifiuti per gli esercizi commerciali "a rifiuti zero"

La mia proposta è quella di esentare dalla tassa rifiuti gli esercizi commerciali come bar, tavola calda, ristoranti che vendono prodotti sfusi e usano stoviglie riutilizzabili. Oggi un bar di 100 mq. che usa stoviglie in plastica e vende acqua in bottiglie paga la stessa tassa rifiuti di un bar di 100 mq. che usa stoviglie in ceramica e serve acqua del rubinetto. Attrezzarsi verso i "rifiuti zero" è relativamente semplice per gli esercizi commerciali che somministrano alimenti: - birre, coca cola, acqua, vino posso essere serviti alla spina; - le stoviglie riutilizzabili già molti le usano; - brioches e paste i bar possono essere acquistate dal fornaio del quartiere (invece che surgelate e prodotte a decine di Km. di sistanza) sostenendo allo stesso tempo l'economia locale; - anche per il latte ci si potrebbe rivolgere direttamente a produttori locali (che forniscono il latte in bottiglie di vetro e ritirano il vuoto il giorno dopo) ...e per il caffè a torrefattori in zona; - ecc.... Il "controllo" dell'eventuale rispetto della norma potrebbe essere relativamente semplice: 1) il commerciante autodichiara di aderire all'iniziativa e viene subito esentato; 2) il comune, con i Vigili, effettua verifiche "a sorpresa" verificando l'eventuale mancato rispetto. Questa proposta fa parte della bozza di programma della lista TORINO 5 STELLE www.movimentotorino.it , inserita sul relativo forum http://forum.piemonte5stelle.it/viewtopic.php?f=60&t=696

41 commenti

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    Trasformare i rifiuti organici in acqua.
    L'innovativa soluzione arriva dalla Corea e fa parte di un progetto acquistato da Eco Wiz, azienda con sede a Singapore specializzata nella ricerca e nell'innovazione della gestione dei rifiuti solidi urbani,che lo ha perfezionato con un investimento di 500 mila dollari.
    Il macchinario è già stato installato in diversi alberghi e istituzioni di Singapore ed è in grado di convertire la spazzatura in acqua pulita, ma non potabile, adatta per l'irrigazione o per la pulizia dei pavimenti e dei servizi.
    I consumi dichiarati dalla azienda produttrice sono bassi ed oltre a ciò, una volta all'anno, bisogna cambiare le cartucce che contengono i batteri.
    Oggi, è arrivata anche in Italia; con questo macchinario ad alta tecnologia, i rifiuti organici di origine alimentare vengono sottoposti all'azione di batteri prodotti in laboratorio, che in poco tempo digeriscono gli scarti trasformandoli in acqua inodore e cristallina, senza lasciare alcun residuo.
    Questo trattamento aumenta la velocità del processo di decomposizione naturale attraverso mezzi biologici, mantenendo i livelli ottimali di aerazione, umidità e temperatura. In queste condizioni controllate i microrganismi possono scomporre gli scarti alimentari più velocemente impedendo la contaminazione del suolo e delle acque sotterranee.
    Certo, l'acqua non è potabile, ma potrebbe essere utile per le pulizie o per l'irrigazione, anche perché ricca di principi organici fertilizzanti.
    Da una tonnellata di rifiuti alimentari si possono ricavare circa mille litri d'acqua.
    Vantaggio ambientale, ma anche economico: riducendo i rifiuti, i clienti di Singapore, città in cui c'è una elevata tassa per portare i rifiuti in discarica, hanno calcolato un risparmio del 70% sullo smaltimento.
    Il costo del macchinario, che può essere acquistato o affittato mensilmente, viene ammortizzato, secondo i produttori, in appena due anni.
    "Questo brevetto è pensato soprattutto per gli alberghi, i centri commerciali e per le attività industriali, ma potrebbe essere installato anche nei condomini -spiegano Settimio Di Segni e Fabio Tincati, che distribuiscono in esclusiva per l'Italia il macchinario, permette di eliminare le tasse sui rifiuti e, se utilizzato su larga scala, anche di eliminare (in prospettiva) le discariche, già messe fuori legge dall'Unione Europea".
    ... ci siamo informarti meglio sul funzionamento di questa nuova tecnologia per verificare se effettivamente il sogno di trasformare rifiuti in acqua potrebbe trasformarsi in realtà.
    La tecnologia brevettata dalla Eco-Wiz, società fondata a Singapore nel 2010, è fondata sull’azione di microrganismi ed enzimi capaci di accelerare la decomposizione dei rifiuti, eliminando allo stesso tempo gli odori sgradevoli.
    Questo mix di microrganismi è stato brevettato dalla Eco-Wiz con il nome di Bio-Helper® ed ha ottenuto la classificazione Bio-Safety Level 1 che garantisce la sicurezza per l’uomo e gli animali.

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    Trasformare i rifiuti organici in acqua.
    L'innovativa soluzione arriva dalla Corea e fa parte di un progetto acquistato da Eco Wiz, azienda con sede a Singapore specializzata nella ricerca e nell'innovazione della gestione dei rifiuti solidi urbani,che lo ha perfezionato con un investimento di 500 mila dollari.
    Il macchinario è già stato installato in diversi alberghi e istituzioni di Singapore ed è in grado di convertire la spazzatura in acqua pulita, ma non potabile, adatta per l'irrigazione o per la pulizia dei pavimenti e dei servizi.
    I consumi dichiarati dalla azienda produttrice sono bassi ed oltre a ciò, una volta all'anno, bisogna cambiare le cartucce che contengono i batteri.
    Oggi, è arrivata anche in Italia; con questo macchinario ad alta tecnologia, i rifiuti organici di origine alimentare vengono sottoposti all'azione di batteri prodotti in laboratorio, che in poco tempo digeriscono gli scarti trasformandoli in acqua inodore e cristallina, senza lasciare alcun residuo.
    Questo trattamento aumenta la velocità del processo di decomposizione naturale attraverso mezzi biologici, mantenendo i livelli ottimali di aerazione, umidità e temperatura. In queste condizioni controllate i microrganismi possono scomporre gli scarti alimentari più velocemente impedendo la contaminazione del suolo e delle acque sotterranee.
    Certo, l'acqua non è potabile, ma potrebbe essere utile per le pulizie o per l'irrigazione, anche perché ricca di principi organici fertilizzanti.
    Da una tonnellata di rifiuti alimentari si possono ricavare circa mille litri d'acqua.
    Vantaggio ambientale, ma anche economico: riducendo i rifiuti, i clienti di Singapore, città in cui c'è una elevata tassa per portare i rifiuti in discarica, hanno calcolato un risparmio del 70% sullo smaltimento.
    Il costo del macchinario, che può essere acquistato o affittato mensilmente, viene ammortizzato, secondo i produttori, in appena due anni.
    "Questo brevetto è pensato soprattutto per gli alberghi, i centri commerciali e per le attività industriali, ma potrebbe essere installato anche nei condomini -spiegano Settimio Di Segni e Fabio Tincati, che distribuiscono in esclusiva per l'Italia il macchinario, permette di eliminare le tasse sui rifiuti e, se utilizzato su larga scala, anche di eliminare (in prospettiva) le discariche, già messe fuori legge dall'Unione Europea".
    ... ci siamo informarti meglio sul funzionamento di questa nuova tecnologia per verificare se effettivamente il sogno di trasformare rifiuti in acqua potrebbe trasformarsi in realtà.
    La tecnologia brevettata dalla Eco-Wiz, società fondata a Singapore nel 2010, è fondata sull’azione di microrganismi ed enzimi capaci di accelerare la decomposizione dei rifiuti, eliminando allo stesso tempo gli odori sgradevoli.
    Questo mix di microrganismi è stato brevettato dalla Eco-Wiz con il nome di Bio-Helper® ed ha ottenuto la classificazione Bio-Safety Level 1 che garantisce la sicurezza per l’uomo e gli animali.

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    notizie utili per chi pensa che il rifiuto domestico (soprattutto umido) debba essere eliminato in modo tradizionale, conferito in discarica, compostato, tassato, tariffato in modo generico e indiscriminato, a metro-quadro o in modo puntuale etc. >> v. questa attrezzatura (brevetto coreno) consigliata per ora ad aziende e condominii...
    L'Officina Dell'Ambiente
    www.officinadellambiente.com
    Rivista mensile che presenta articoli e rubriche sulla salvaguardia ambientale, l'inquinamento e l'uso consapevole delle risorse.

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    Ottima idea.
    Credo che con il mancato rispetto di tale normativa, l'esercente dovrebbe incorrere oltre che ad una multa (magari consistente nel pagamento retroattivo della tassa sui rifiuti dal momento dell'esenzione, maggiorata di un quantitativo percentuale, es: quello che avrebbe dovuto pagare dall'inizio + il 20%), dovrebbe anche pagare l'anticipo di un annualità della tassa stessa.

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    Bellissima proposta.

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    Bellissima proposta.

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    io credo ce ritornare ai prodotti a chilometro zero sia un passo importante per la salute,l'economia del paese,l'economia dei singoli,la rivalutazione dell'agricoltura e delle aziende conserviere,di trasformazione e di produzione di qualsiasi prodotto.In barba alla globalizzazione che sta'debellando tutti i prodotti tipici della terra.

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    Metterei una tassa per qui rifiuti del parlamento....!!!

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    Davvero un'ottima idea.
    Inviterei tanti, a non cominciare a perdersi in dettagli. Si propone l'idea, la si divide in fasi. Si fa' un "test-pilota" in un quartiere, strada o paesino. Poi si tirano dei bilanci dell'espermento, magari si migliora, e si va avanti.
    Avanti cosi', ottima "pensata" :)

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    Sono pienamente d'accordo, e non solo: oltre a incentivare la limitazione ei rifiuti indifferenziati, bisognerebbe dare agli esercenti un compenso (anche basso) per i materiali riciclabili in base alla quantità. Oggi per esempio, a causa di una serie di avvenimenti, ho scoperto che gli esercenti milanesi devono pagare una tassa di 150 euro annui per il ritiro degli oli vegetali esausti. Questi oli sono una risorsa (si, è vero, per essere usati devono essere trattati ma restano comunque una risorsa che dà molto più di quanto prende) e come tali devono essere pagati da chi poi li trasformerà in biodiesel e lubrificanti. Oppure, seguendo le "logiche" attualmente applicate, dobbiamo chiedere ai petrolieri di pagarci per prendere i loro prodotti.

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    Sono daccordo, magari non per la completa esenzione, ma con un forte sgravio sì.
    Sì potrebbe anche creare un logo comunale che certifichi i locali a rifiuti zero di modo che anche i cittadini possano decidere criticamente in quali locali andare.

  • (Scusate posto qui, proprio non riesco diversamente)
    ----------------------------------------------------------------
    Proposta :CALMIERE PREZZI

    Per far fronte alla crisi delle classi più disagiate : pensionati, disoccupati ecc... Valutare ed istituire un elenco di generi di prima necessità (pane, latte, farina ecc., ma anche cose di uso comune), a prezzi calmierati in tutti gli esercizi commerciali.
    Anche se se ne serviranno chi disagiato non è, pazienza, ma, creando concorrenza, può servire a far abbassare i prezzi dei generi alimentari e non, che stanno salendo in modo piratesco, spesso senza motivo, per pura speculazione....

    mi sono trovata ad assistere a vari episodi di "ingiusta e procurata miseria", soprattutto con persone anziane, tristissimi, che in un Paese civile NON dovrebbero accadere MAI!
    es. uno per tutti : una signora anziana non ha potuto acquistare un spola di filo da cucito, perchè costava 2 euro!!!, con la lira costava 4/500 Lire, PERCHE' questo AUMENTO??? ..., a Lei la pensione l'hanno convertita pari pari Lira/euro!!!..................
    (naturalmente ho offerto alla signora il filo)

    CIAO A TUTTI

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    Il costo della gestione dei rifiuti deve essere pagato misurando i rifiuti che si producono e che producono un costo per lo smaltimento, quindi si dovrebbe pagare solo sulla quantità dell'indifferenziato e organico, contando anche una parte di costi dovuti alla raccolta dei materiali differenziati.
    Potrebbe succedere che se si passa a consumo effettivo non è detto che si spenda meno anche se si ricicla.
    Esempio Un bar paga la tarsu 10 al mq, ma il suo costo effetivo per il comune è 30 euro al mq, se si passa al consumo e costo effettivo della gestione dei rifiuti del bar in questione, potrebbe succedere che ricilando bene il bar pag non più 10 ma 15 euro al mq, e queso sarebbe il costo reale.
    In realtà adesso esiste specialmente a Torino un condono per chi non differenzia ceh viene pagato in parte da chi defferenzia bene, insomma se io diefferenzio pago la stessa tassa al mq di chi non differenzia ma io facciò risparmiare e l'altro mi frega i soldi ...
    spero di essere stato chiaro

    • user-pic

      non posso che mestamente replicare che tali affermazioni di principio cozzano con i bilanci.
      beppe ha detto una volta che avendo studiato ragioneria tiene la partita doppia nella testa, lo stesso capita anche a me.
      nello specifico, il bilancio necessario per raccogliere rifiuti o differenziata che sia è un bilancio a costi fissi, un camion con autista ed operaio costa sempre uguale, sia che torni pieno o che torni vuoto, e fa sempre lo stesso percorso.
      pertanto, seppure mestamente e senza alcuna fiducia che ciò accada vi invito a ragionare tenendo i piedi per terra, o meglio sul bilancio, altrimenti le proposte non saranno prese sul serio dai cittadini.

  • secondo me è un'ottima idea

  • commento di prova

  • molti comuni attuano ancora la TARSU invece della Tia... la TARSU è una tassa inesistente dal 2010 compreso.....avvertite anche altri

    • user-pic

      so che sarà una nota inutile, ma i conti dicono che per i residente è preferibile la TARSU.
      io ve lo dico, poi fate come volete.

      Dovete sempre partire dal concetto che pagare i rifiuti è come pagare il condominio, se si spende 1.000 bisogna ripartire tale cifra tra gli utenti, quindi conviene la Tarsu che tra l'altro non sconta neanche l'iva.
      soprattutto nei comuni con vocazione turistica dove ci sono tantissime seconde case.
      Quindi, sconti, agevolazioni e quant'altro per gli uni corrispondono a maggiorazione per gli altri, la tia si calcola sui metri quadri e sui residenti, le abitazioni adibite al turismo quindi si contano per un residente ma i costi sono fissi, non variabili, quindi voi pagherete di più dell'appartamento sopra o sotto il vostro adibito a seconda casa che però incide sui costi per tutto l'anno.
      semplice da capire, no?
      Mi crederete? ovviamente no ma rifletteci almeno prima di proporre il passaggio alla mitica tia.

      Ciao.

  • Credo che ci siamo arenati in una problematica.
    La raccolta differenziata,che non viene fatta tuttora in molti comuni,qui non ci vuole la nostra proposta,ma solo l´applicazione della norma europea.Una volta che la differenziata e´in uso,ogni esercente potra´lui cercare il modo di risparmiare,per poter chiamare ,solo a cassonetti pieni, e pagando a chiamata.Cosi pagando la prestazione a gettone e non mensilmente.
    Indi per cui sara´ il gestore a diminuire i rifiuti e nello stesso tempo a risparmiare.

    • user-pic

      mah..
      ragazzi, differenziata o no, dovete capire che nei comuni i servizi a domanda individuali sono organizzati in modo che non si può risparmiare, sono come le spese condominiali, e la differenziata inoltre produce un bilancio a costi fissi.
      per coprire il servizio a mille case servono tot soldi per anno.
      quindi si prende la spesa e quella deve essere ripartita tra le case e chi ci abita.
      se consegni un kg o dieci kg non cambia niente, anzi se la differenziata funziona bisognerebbe premiare chi consegna 10 kg perchè sarebbero risorse.
      idem per le case seconde e terze delle località turistiche, costano come un altro appartamento ma pagano di meno se c'è la tia quindi i residente pagano di più.

      va buò, io ve lo dico, poi voi rifletteteci se volete.

      ciao

  • user-pic

    Partendo dalla differenziata con i relativi contenitori nominali, la tecnologia potrebbe dare una mano.
    I sensori dei sensori di peso integrati nei cassonetti, comunicano a corto raggio al momento del confermento con la banca dati dell'azienda di raccolta rifiuti.
    A fine anno la somma dei pesi darà il quantitativo di rifiuto per sigola attività.
    Sarebbe un sistema economico ( non costa molto realizzarlo) che permetterebbe la giusta ripartizione delle tariffe.
    PS adottabile anche per il domestico
    Saluti
    Livio

    • user-pic

      scusami, so che ci sono tanti esperimenti così, ma non servono davvero a niente, se poi volete verificare andiamo a leggere i bilanci dei comuni e delle partecipate che pesano il conferito.

      in pratica come detto sopra, la spesa della raccolta differenziata è sempre e solo fissa per la località data, perchè comunque il giro i mezzi e le persone devono comunque farle.

      andare a pesare il conferito è una cosa del tutto inutile, anzi una truffa ai danni del cittadino, magari darà l'illusione di essere utile, ma per la struttura dei costi al massimo produrrà delle perdite di bilancio della partecipata e che il comune dovrà coprire prima o poi con risorse proprie.

      se si vuole davvero risparmiare c'è solo un sistema, controlla a fondo il bilancio della partecipata che fa la raccolta differenziata voce per voce, se invece si agisce sulla tariffa si fa opera inutile anzi, si fa la guerra dei poveri tra cittadini.

      rifletteteci.

  • user-pic

    E una buona idea di partenza...
    L'esenzione mi sembra utopia ma un forte sconto dovrebbe essere un buon incentivo al riciclo.
    Bisognerebbe avere qualche dato da esaminare e discutere (es.tariffe applicate e possibili sconti per varie categorie).

  • La proposta la trovo interessante ma migliorabile, un buon punto di partenza insomma.
    Parlare di esenzione totale mi sembra eccessivo. Si rischierebbe, come già detto da altri, di avere tutto il carico fiscale su chi non differenzia o non fa "rifiuti zero".
    Mi dirai che è colpa loro ma, secondo me, una quota parte di tassa rifiuti deve restare, se non fosse per la raccolta dell'umido (qualcuno faceva cenno ai filtri caffè ma pensiamo anche agli avanzi) che deve essere fatta con regolarità.

    • user-pic

      Naturalmente la proposta deve essere calibrata nel tempo. Ad esempio TARIFFA ZERO PER CINQUE ANNI per lanciare il progetto di incentivazione.
      Un po' come avviene per il ControEnergia del fotovoltaico: ogni anno il contributo si riduce un po' ...ma il guadagno rimane perchè il mercato è stato lanciato e i pannelli fotovoltaici costano di meno.

  • user-pic

    Perche non incentivare un sistema che i rifiuti vengono pagati all'esercente?
    A Moncalieri (TO) c'è una socetà che acquista i rifiuti differenziati dai privati per poi venderli alle aziende di trasformazione. Sta creando un sistema in franchising che chiunque con pochi migliaia di euro può aprire un negozio che acquista rifiuti.

  • Certo l'idea è da sperimentare in base a varie ipotesi operative. Di certo incentivare la riduzione dei rifiuti premiando chi non li produce è vincente. Incentivi agli operatori della distribuzione, grande e piccola, che intendano
    perseguire questa strada. La portata di questa operazione è enorme. Il vuoto a rendere inoltre non è limitato al solo vetro: in Germania, Olanda e Scandinavia per le bibite gassate vengono utilizzate bottiglie lavabili in plastica (PET) e riempibili nuovamente; sempre in Scandinavia, ma anche in Alto Adige il vuoto a rendere è usato su bottiglie in policarbonato per il latte.

  • la proposta e´interessante,ma applicabile con difficolta in alcuni punti.Giusto,sensibilizare il commerciante a una riduzione dei rifiuti,con l´incetivo del risparmio.Non tutti gli esercizi possono avere un impianto per servire bevande alla spina.
    Problema questo,risolvibile con il vuoto a rendere,sistema introdotto gia da tempo in molti paesi europei.
    Altro problema,le forniture dei produttori locali,potrebbe essere piu costosa che dalla grande distribuzione.Per esempio,nessuno ha mai pensato,che tutti i filtri di caffe´che i Bar gettano via sono dell´ottimo concime naturale.Noi,comunque,continuiamo a pensarci

  • Happy Festivus!

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    Gli esercizi commerciali pagano tasse esagerate sulla spazzatura anche se non ne producono.

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    Dovremmo studiare un tantino come si compone il costo del servizio di raccolta.
    Un servizio di raccolta ha una quota enorme di costi che sono fissi, pertanto una attività premiale di questo tipo andrebbe a pesare sugli altri utenti.
    Io invece della esenzione proporrei il contrario, ovvero una parte dei ricavi delle vendite dei prodotti potrebbero essere stornati agli esercizi più virtuosi, ovviamente dopo aver coperto tutti i costi del servizio.
    Si ottiene lo stesso risultato di incentivare ma si lavora sulla parte dei ricavi del bilancio dopo aver coperto i costi.

  • user-pic

    E' un'ottima proposta sulla quale però bisogna lavorare, più che altro per questioni di concretezza. Esempio, siamo davvero sicuri che i bar della zona riuscirebbero a sostenersi con gli esercizi commerciali nei dintorni? O che sia fisicamente possibile usare "zero" risorse non-riciclabili? Ad esempio, i protocolli per l'HACCP prevedono l'uso di carta usa e getta per la pulizia dei banconi del bar, e comunque la mania dell'igiene a tutti i costi sta facendo arricchire i produttori di stoviglie e strumenti usa e getta.
    Sarebbe bello che uno di noi che magari ha un'attività ho è molto vicino a una realtà simile si prendesse il tempo di fare due calcoli e mettere su carta due dati che ci facciano capire in che percentuale tutto ciò è realizzabile. Per quanto minima sia è comunque tanto di guadagnato.

    • user-pic

      Si, ci ho pensato anche io.
      Si potrebbero differenziare le tariffe:
      - ZERO per chi fa nessuno o pochissimi rifiuti
      - 50% per chi ne fa pochi
      - 100% per chi ne fa molti

      • user-pic

        mi parli di percentuali, ma dove li calcoli?
        ti faccio un esempio, servizio di raccolta in un dato comune.
        costo fisso del servizio = 1000 (mille)
        utenti = 1000 (mille)

        per semplificare diciamo che ciascuno deve pagare 1 euro di tariffa, quindi se tutti pagano si ottime 1000 (mille) di tariffa per pagare il servizio.

        come fai quindi a far pagare qualcuno zero e qualcun altro 50 cent?
        come fai poi a sostenere i costi dell'intero servizio, cioè chi pagherà i premi o sconti che dir si voglia?
        mi dirai gli altri, quelli che non si adeguano, allora ti faccio la domanda diabolica,
        e se si adeguano tutti?

        e dopotutto sarebbe interesse della tua proposta che tutti si adeguassero, o no?
        non deve essere una gara, ma una proposta applicabile in tutti i casi.


    • io ho un'attività di bar-ristorane e con un pò di impegno sono riuscita a fare la differenziata.

      Non è facile, ma vale la pena perchè si insegna ai clienti a differenziare i materiali

  • Esenzione totale mi pare perfino eccessivo, ma senza dubbio bisognorebbe stabilire importanti sgravi per incentivare la differenziata sia parziale che totale.
    Qui a Capannori le tariffe sono veramente insostenibili (200 mq = circa 3500€ all'anno) e il servizio non sufficientemente effecente, non c'è alcun incentivo alla raccolta differenziata e quindi la cosa è affidata alla semplice buona volontà dell'esercente.

    • user-pic

      capannori, altrove dicono che avete un situazione ottima in fatto di differenziata.
      ma in quanto a bilancio di chi poi fa la raccolta materialmente si possono ottenere notizie certe? ad esempio come si chiama l'azienda in modo preciso? pubblicano il loro bilancio nel loro sito web? magari lo si può prendere alla cciaa per tenerlo e studiarlo come modello di riferimento.

      Grazie se mi risponderai.

  • è una cosa straordinaria

  • e' un'ottima proposta: se un utente ha un ritorno è molto più motivato e l'operazione diventa molto più credibile ai suoi occhi.

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