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Per una ideologia dal basso

Se volessimo dare un indirizzo ideologico per il moVimento o i movimenti spontanei nati dal basso, fatti da cittadini stanchi che si sentono chiamati in prima persona a risolvere i problemi collettivi, potremmo benissimo parlare di "eliminazione del mediatore". Cioè di quelle categorie che si occupano dei servizi in generale. Quello che lamenta la base e accomuna tutti i suoi risentimenti, sta proprio nel fatto che quegli organi deputati al servizio per la collettività, abbiano abdicato lasciando i fruitori di tali servizi (cittadini, consumatori, elettori, contribuenti, pazienti, utenti, ecc.) abbandonati a se stessi, nella strana logica del "paga il servizio" e sbrigatela da solo. Possiamo notare che tali categorie si infrappongono tra un bisogno primario e chi soddisfa tale bisogno, tra domanda e offerta, fra un diritto e il suo adempimento, tra il paziente e la cura, la legge e la sua applicazione, insomma, in tutte le realtà dove ci sia una fonte iniziale e un fruitore finale. Ciò che appare interessante e avvalora questa tesi è che in un mondo sempre più compromesso nella crescita esponenziale dei consumi, siamo arrivati ad un punto tale che il sistema stesso richiede, come evocato da una specie di meccanismo fisiologico, che le varie transazioni siano sempre più ridotte per reggere in un contesto eco sostenibile, eliminando il peso (e costo) degli intermediari. Il mediatore o l'intermediario è una categoria che svolge un compito di passaggio dal punto A al punto B. E' un ingranaggio ozioso che vive a spese del soggetto A e B. Se vogliamo dare una possibile genesi a questo fenomeno, possiamo desumere che il mediatore nasce come soggetto che coadiuva, coordina, accompagna, ecc. una domanda A ad una risposta B. La natura di tale fenomeno dovrebbe essere ed è, nel pregiudizio comune, un semplice strumento logistico e di comodità e che il suo costo dovrebbe essere commisurato alla velocità o grado di appagamento che la sua natura di tramite li ha dato. Il prezzo del mediatore dovrebbe essere compensato grazie al risparmio di tempo, di spostamento, di garanzia di qualità, ecc. che i soggetti, A e B, ottengono dal cosiddetto servizio. Col tempo, l'intermediario ha ottenuto sempre più una potere crescente d'influenza nelle varie forme fino a operare un vero e proprio capovolgimento: il servito diventa servo e il servo diventa padrone. Si sono create delle aree di competenza esclusiva, dei monopoli che assomigliano sempre più a feudi medioevali dove il "bacino dell'utenza" è garanzia di guadagno, prestiti e spreco. Gli esempi sono infiniti e sono talmente radicati e considerati come prassi normale che neanche ce ne accorgiamo. Il più noto è quello della famosa filiera alimentare: il commerciante riesce a massimizzare i profitti ricavando il minimo dalla fonte A (il contadino) e il massimo dal richiedente B (il consumatore). Non voglio qui fare tutti gli esempi possibili, ma è facile per chiunque individuare una componente mediana che succhia risorse senza un reale ritorno in tutte le attività umane. Per dare l'idea ne elenco i principali: politici, lobby economiche varie come l'energia, banche e servizi collegati, medici, ospedali e ditte farmaceutiche, avvocati, notai e professionisti vari come commercialisti, consulenti, amministratori e faccendieri, preti, editori, enti inutili, ecc. Siamo arrivati al punto che si crea un bisogno o si approfitta di un dramma come il terremoto, per poter intervenire elargendo un "servizio" di urgenza che di servizio ha solo la parvenza, ti forniscono un simulacro, una finta, l'unica cosa concreta è l'appropriazione di soldi pubblici.

8 commenti

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  • Libertà è poter compiere degli obblighi

    La libertà è un concetto molto soggettivo, ognuno la interpreta a modo suo. Non si sa nemmeno da cosa ci si deve liberare. Ho bisogno di libertà; devo liberarmi... vai in bagno. In genere, non si conosce cosa ci opprime. I politici sbraitano libertà in tutte le salse e se li chiedi cosa li opprime cadono dalle nuvole o fanno discorsi tortuosi e vaghi o, nel peggiore dei casi, attaccano la costituzione. I cittadini, invece, sembrano avere le idee più chiare e tangibili, non tanto sulla liberà in se, ma sui fattori che ci vincolano in sistemi preordinati, rigidi, standard.

    L'oppressore più temuto dai cittadini è il postino che ti porta i bollettini da pagare. Il mio postino deve essere un sadico; deve aver subito col tempo, una specie di deformazione professionale. Infila le bollette in mezzo alla posta con dovizia maniacale. Non trovo mai un bollettino sopra il plico. È sempre nascosto al centro e spunta come un regalino grazioso. Se arrivano solo due lettere, la bolletta la trovi sempre alle spalle, nascosta meticolosamente. Al contrario, se arrivano soldi dagli enti previdenziali, la busta riconoscibile spunta fuori dalla cassetta e mentre ondeggia al vento sembra dire: sono qua, sono arrivata.

    La signora comunica contenta che finalmente si è allacciata alla rete del gas. Più che fare la battuta sulla “canna del gas”, gli faccio notare che si è attaccata una flebo endovena che li succhierà il sangue vita natural durante e anche dopo la morte se l'intestatario, come spesso succede, continua ad essere un defunto.
    Gli uomini primitivi avevano un grosso problema: trovare una grotta o una palafitta decente da abitare. Oggi, dopo 10mila anni di progresso, il problema è rimasto lo stesso, è cambiato solo nei modi. Oggi si cerca una casa arredata, con tutti i comfort e senza ipoteca. Chi non può permettersi un mutuo trentennale ha una sola scelta: “occupare”. Occupare significa trovare una casa disabitata, pubblica o privata, scassinare la porta come un ladro e intrufolarsi dentro. Poi, piazzarsi dietro la porta aspettando che arrivi il vero proprietario per affrontarlo a parolacce o con una mazza di legno (succedeva lo stesso nel paleolitico). Magari, scopri che la casa è di una signora anziana costretta momentaneamente in ospedale.
    Un mio vecchio amico mi chiese se volevo “occupare” un appartamento nel suo stabile dell'ente case popolari. Mi spiegò che fu proprio l'ente a supplicare gli inquilini per trovare qualcuno che “occupasse” la casa di quell'assegnatario moroso e sempre assente. Ogni qual volta c'erano i controlli, costui si faceva trovare puntualmente. I coinquilini sospettano che ci sia qualcuno al comune che lo avvisa in anticipo. Dunque, avrei dovuto sfondare il portone e intrufolarmi dentro ottenendo due risultati: la mia agognata sistemazione e risolto il problema all'Ente preposto. D'altronde, i cittadini devono dimostrare senso civico e collaborare con le istituzioni.

    Un altro dramma che ci opprime è la circolazione. Le strade sono concepite per le auto e i marciapiedi servono solo a delimitare la carreggiata. Senza automobile sei un diversamente abile. Se non hai la patente non sei nessuno. Ormai la gente si riconosce dal modello di macchina che ha. Nei quartieri o nelle piccole città, se chiedi informazioni su qualcuno chiamandolo per nome non ti sanno rispondere. A un certo punto ti domandano: che macchina ha? Una Golf grigio topo targata Novara. Si, lo conosco benissimo, ecc.
    Per spostarsi bisogna pagare. Le tariffe sono calcolate a chilometri e il costo, o pizzo, per circolare è simile sia se usi l'autostrada, sia se prendi il treno. Le strade statali che affiancano le autostrade -regalate in concessione ai privati- sono scomode, pericolose e incrociano tutti i paesi. Qualora la superstrada sia decente, per non fare concorrenza alla strada privata, vengono eliminati i segnali stradali che indicano la sua esistenza. A me è capitato: autostrada, unica uscita per la mia meta 15 chilometri dopo; SS 4 corsie, 4 uscite per la mia meta. Il problema più grosso era ritrovarla una volta uscito.

    Prendiamo le buste paga. Ci hanno mandati a scuola per anni e l'unica cosa che sappiamo fare è leggere i numeri e firmare i contratti. Per capire le voci delle buste paga serve un equipe di esperti. Le tasse partono da migliaia di rivoli e poi approdano nel ministero del tesoro in un unico calderone forse per semplificare il compito dei super ragionieri del governo.
    La busta paga è piena di voci diverse ma con lo stesso significato di fondo: trattenere. Ci sono le ritenute: “ritengo di prelevare questa somma”.. ritieni? Ritengo. Poi le deduzioni... deduci che ti spetta questo denaro? Deduco. Quindi, le detrazioni; le “imposte” che si pagano assolutamente perché sono imposizioni, s'impongono. Poi ci sono le famose una tantum... Ogni tanto mi prendo una quota... però ogni tanto, non sempre, sta tranquillo. E che dire dei famigerati conguagli? Praticamente, se a dicembre hai preso la tredicesima, a gennaio, col conguaglio, prendi mezzo stipendio. Le voci sembrano infinite come l'addizionale comunale o regionale... ti addizionano caricandoti di un ulteriore esproprio? Mai che ci mettono la sottrazionale. Poi abbiamo le aliquote con tutte quelle sigle fantasiose, ecc. Una volta feci dieci giorni di infortunio. Quando mi arrivò il risarcimento dall'Inail di 250€, lessi a piè pagina: comune di residenza 1€. Il mio comune si è mangiato un euro grazie al mio trauma al ginocchio?? Vuol dire che al comune arrivano soldi e non si sa da chi?
    Il mondo cambia, le persone invecchiano, i paesaggi mutano, ma quando entro nel mio comune vedo sempre le stesse facce. Sembra un modo incantato, cristallizzato, un museo delle cere. Ti trattano come un ospite da tollerare e se chiedi qualcosa ti fanno girare come nel Castello di Kafka. Se ti lamenti con i tuoi concittadini cercando conforto e approvazione, la gente di una certa età ti spiega che loro non sono mica li per te.

    E che dire del problema energetico? Nella fredda nord Europa, le lampade solari da giardino le trovi in tutti i negozi e di vari tipi e dimensioni. Te le tirano dietro... Qui da noi neanche l'ombra. Non si capisce perché il comignolo eolico sul tetto di casa non mi possa alimentare una dinamo per accendere la lampadina nel sottoscala. Non pretendo che mi funzioni la lavatrice così da liberarmi una volta del tutto dalla flebo elettrica, ma almeno la possibilità di essere “autonomo”, cioè libero, per le piccole cose. Niente. Il comune però, piazza i lampioni fotovoltaici in periferia che vengono puntualmente derubati del pannello solare. Il cittadino si chiederà: perché il comune si ed io no?!
    A proposito di pali elettrici: l'Enel, per risparmiare, ha il vizio di piantare pali e tralicci sulle linee di confine, fra un terreno demaniale e uno privato o tra l'inizio delle carreggiata e un muro di cinta. Viaggia con le sue linee come Fernandel nel film “La legge è legge” quando il protagonista, non riconosciuto né come francese, né come italiano, corse via sulla linea di confine fra i due stati. Così, il colosso energetico risparmia e dissemina di pericoli mortali le strade.

    Potrei ora dilungarmi sulla sanità, la religione, il lavoro, i materiali ecologici, lobby varie, ecc. ma nel forum ci sono già dibattiti interessanti. Quello che vorrei far notare è che la libertà non è un concetto metafisico, ma è un fattore concreto da applicare nel quotidiano.
    Ogni individuo ha degli obblighi da compiere se vuole sopravvivere; necessità fisiologiche, sociali e intellettuali. Se tali obblighi vengono appaltati da terze persone, spacciati come “servizi”, ecco che il vivere -inteso come soluzione dei bisogni esistenziali- diventa oppressivo.
    I nostri bisogni sono presi in appalto e fatto oggetto di speculazione. Basta vedere l'esempio dell'acqua potabile divenuta merce: si prende un bisogno, un obbligo imprescindibile, come il dissetarsi e si mercifica imponendo dazi economici nei confronti dei quali il cittadino, o utente, non può sottrarsi.
    Ogni cittadino deve puntare verso un sempre maggiore autonomia partendo dai bisogni più essenziali come: casa, lavoro, sanità, energia, politica, ecc. fino a quelli più individuali come l'informazione, il tempo libero, istruzione, ecc. In un'ottica ecologica e slegato da chi svolge “servizi” onerosi e inutili.
    Con questo presupposto invito a fare l'identikit del cittadino “libero” che, grazie alla sua autosufficienza, riesce a svolgere i suoi obblighi in autonomia, senza eccessive spese per se e la comunità in un contesto eco sostenibile.

  • Prendiamo l'assicurazione auto: è un servizio? Non c'è paragone tra le spese sostenute è il "servizio" reso.

    Intanto, non tutti sanno che il conducente non è coperto. Per cui, se vai a sbattere da solo in faccia ad un albero non ti paga nessuno, al massimo la "tua" assicurazione ripristina l'albero danneggiato.
    Poi c'è il trucco della franchigia e del balzo della categoria su ogni denuncia, anche se rompi un solo fanale ad un altro veicolo.
    Per cui, il più delle volte, su ogni piccolo incidente, sportellata, strisciata, ecc. "l'assicurato" preferisce pagare di tasca propria per evitare l'onere della franchigia o il declassamento della categoria.
    In qusto modo, non viene calcolato l'ammontare del danno minimo provocato in relazione all'esoso aggravio subìto con la perdita della categoria. Al contrario, il costo della polizza viene conteggiato in base alla potenza del motore e non del valore del veicolo. Ti ritrovi a coprire un macchina con un'assicurazione che costa più dell'autoveicolo stesso, anche se va a 3 cilindri e non sprigiona più la sua potenza nominale. Se l'auto viene distrutta te la ripagano in base alla quotazione corrente e non si tiene conto del danno indiretto di rimanere a piedi, ecc.

    Per non paralre poi, di tutti quei balzelli burocratici ed economici che si affrontano con altre categorie annesse "al servizio" degli utenti come: medici, avvocati, periti e carrozzieri che "godono" dei soliti privilegi dei liberi professionisti.

    • Dimenticavo: il fatto che il conducente non è coperto è gravissimo. E' come un monito: non provocare incidenti perchè ("la tua assicurazione") non ti paga.
      In più c'è il famoso "premio". Ricordo all'inizio, mi arrivò a casa il "premio dell'assicurazione". Mi dissi: sarà un premio in denaro per non aver fatto incidenti? Dovevo in realtà pagare la rata con il solito, immancabile aumento.

  • Salve nicola. Le proposte bisogna farle insieme, io ho evidenziato un problema. Magari si può cominciare dagli abusi più evidenti come la sanità ad es. Non capisco perchè un medico debba usare le strutture pubbliche per i propri "affari" privati e ricavare un doppio guadagno.

    Ciò che è più importante però, è riconoscere il problema, averne la consapevolezza. Quando abbiamo un quadro di riferimento le proposte e le alternative nascono di conseguenza spontanee.

    • In riferimento alla sanità intesa come servizio, faccio un esempio reale per capire meglio il fenomeno:

      mi reco dal medico per un disturbo. Premetto che ho avuto sempre una salute di ferro. Come accade sovente, dopo aver "aiutato" il dottore a fare la diagnosi e a trovare la prognosi, a un certo punto mi prescrive la cura e mi dice: ore devi fare la "terapia di mantenimento"; prendi questa compressa tutti i giorni. Per quanto tempo? Chiedo. Per tutta la vita. Mi dice lui con un sorriso. A quel punto mi appare chiaro che dovevo fare una "terapia di mantenimento" per la casa farmaceuitica. La mia malattia è stata messa a "servizio" di un'azienda.

      Lo stesso schema si può adottare con gli avvocati, ecc. Non si capisce poi perchè il medico non ha nessuna responsabilità nei confronti dei propri pazienti. Oltre ai morti per negligenza puntualmente insabbiati, non capisco perchè se uno muore di una malattia curabile il suo medico "curante" non subisce nessun contraccolpo porfessionale.
      E che dire delle forze dell'ordine? Per quale motivo dopo che una donna ha denunciato svariate volte il suo ex per molestie e minacce di morte e dopo essere stata puntualmente uccisa, le cosiddette forze dell'ordine non subiscono nessun trattamento essendo corresponsabili nell'omicidio?

      E ancora: perchè nel mio lavoro come sbaglio una virgola mi cacciano via a calci nel sedere?

      • user-pic

        Perchè lei non è medico, avvocato, notaio, ecc. e quindi può venire preso tranquillamente a calci nel culo.
        Il termine casta le dice qualcosa?
        I politicanti hanno un grave handicap: devono pure loro appoggiarsi a certe figure professionali (commercialisti, avvocati, notai, medici, professori, forze dell'ordine, ecc.) per poter esistere; quindi li indorano.
        Operai, impiegati, fattorini, contabili, ecc. sono facilmente sostituibili; secondo la logica della casta il lavoro viene offerto dai potenti, non domandato.
        Una precisazione sul lavoro ambulatoriale dei medici in forma privata: pagano l'affitto alla struttura sanitaria pubblica per poter usufruire dell'ambiente.
        Stia attento alla logica del ribaltamento: era il motto del partito comunista negli anni 60-70 e il risultato lo conosciamo. Il riformismo è una cosa un po' più seria e non prevede la rilettura del sistema o il suo capovolgimento, ma il rifiuto globale e la riscrittura delle regole. Pensa che in Italia si è pronti a tanto?

  • user-pic

    La sua è un'analisi negativista della realtà che ci circonda; analisi per altro da molti condivisibile.
    Detto questo, cosa propone? Eliminare tutte le categorie lavorative affinchè non esistano soprusi? Non partecipare più ad azioni umanitarie perchè tanto sono solo frodi? In mezzo al marcio c'è anche del buono e di riflesso il buono senza marcio non esiste. Lei parla di concretezza, ma di concreto non ha proposto nulla.
    Le alternative sono due: o partecipare al sistema da bravi sudditi, o RIFORMARE il sistema rigettandolo. Poichè le rivoluzioni spaventano è più facile adeguarsi.
    Esiste anche la via di mezzo praticata dalla maggioranza degli italiani: un po' subire e un po' "furbare". E tutto resta come prima. Saluti.

    • Prendo spunto dalla tua richiesta di "proposte concrete" che non ho fatto per far ancor più luce su ciò che intendo:
      io non faccio il politico o il politologo, il compito di fare "proposte concrete" è di chi viene pagato per questo.
      Sarei anche disposto a trovare soluzioni politiche concrete a partire da me, ma, contestualmente, un politico o un politologo come es. Sartori, dovrebbe venire ogni tanto a fare il mio mestiere.

      Al di là della mia provocazione, la rivoluzione è già in atto. Senza spaventarci con i termini possiamo parlare di ribaltamento.
      L'idea del moVimento è quella di ribaltare i compiti: non più un rappresentate "del partito" nelle istituzioni con carta bianca, ma i cittadini con un delegato e la carta del programma scritto e condiviso insieme agli elettori. Non più il politico che controlla il territorio con uomini del partito su qualsiasi poltrona disponibile, ma delegati controllati e monitorati costantemente dai cittadini.
      Penso che questo sia un percorso obbligato se vogliamo avere un futuro.

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